Taxus baccata L., 1753

Famiglia Taxaceae

Taxus baccata L., 1753

Cavandone, via per Fondotoce – Bieno

Sono il Taxus baccata, la mia specie è originaria dell’Europa, del Nord Africa, dell’Asia Minore e del Caucaso. Cresco molto lentamente (6 metri ogni 20 anni!) e, ciononostante, gli anziani tassi possono raggiungere anche i 20 metri.

Appartengo al genere Taxus che comprende altre sette specie di piccole conifere arboree o di grandi arbusti sempreverdi. Siamo tutte considerate delle piante estremamente tossiche, poiché produciamo una miscela di alcaloidi letali, tra cui il taxolo, per difenderci da eventuali predatori. Fate attenzione, cari passanti! Queste sostanze sono molto pericolose anche per voi umani. 

Sulla mia specie sono stati costruiti numerosi miti e leggende. 

Siamo alberi da sempre legati alla Morte. Ovidio racconta, infatti, che la strada verso il mondo dei morti fosse ombreggiata da piante di Tasso e che proprio il Tasso fosse consacrato a Ecate, dea degli Inferi. 

Si racconta poi che i sacerdoti a Eleusi, il più famoso centro iniziatico greco dedicato alla dea Demetra, si cingessero il capo con corone di tasso per il suo duplice simbolismo: morte per la sua tossicità e immortalità per le foglie sempreverdi e la longevità. 

Secondo una credenza dei Cimbri, invece, il tasso sarebbe il più antico e longevo essere vivente, che può raggiungere i 19.683 anni di età. 

I Druidi consideravano il Tasso come un albero sacro e molti oggetti sacri erano realizzati appunto col suo legno. 

Si ha traccia di noi anche nella letteratura: il padre di Amleto, nel dramma di Shakespeare, fu avvelenato proprio con del succo di tasso versatogli nell’orecchio.

Sono inoltre una pianta coltivata da centinaia di anni e usata come ornamento nei giardini di tutto il mondo. Sono molto apprezzata perché sono facilmente sagomabile al taglio delle cesoie. I giardinieri si divertono così a disegnare siepi e sfondi perfetti per bordure e cespugli colorati. 

Quanto a me, il Vecchio Tasso di Cavandone, si presume che io abbia circa 500 anni. Per secoli ho vegliato sulle tombe del piccolo cimitero posto a ridosso della chiesa, oggi osservo con curiosità i turisti che sotto le mie fronde cercano un po’ di ombra. Non posso lamentarmi: sono ammirato, amato e rispettato; dal 2017 sono una delle piante monumentali del Piemonte per età, dimensioni, forma e portamento, per architettura vegetale e per il pregio paesaggistico. Vi pare poco? E ora… fotografatemi pure.

Potete trovare altri miei parenti passeggiando in diverse zone di Verbania, per esempio in Largo Tonolli a Pallanza e nei giardini storici di Villa San Remigio, Villa Giulia e Villa Olimpia. 

Etimologia del mio nome

[Taxus] dal latino taxus (tasso). Il termine latino deriverebbe, a sua volta, dal greco ταξος (τάσσω = ordinato vedi la disposizione ordinata degli aghi) usato per denominare la stessa pianta. Ricordiamo che radice simile è nella parola τόξον, ου (arco) che potrebbe derivare dalla prima perché archi molto resistenti erano fatti con legno di tasso. Anche il termine tossico potrebbe essere legato al nome greco del tasso, essendo la pianta molto velenosa. Comunque non c’è accordo tra gli studiosi nelle varie derivazioni.

[baccata] da bāc(c)ātus, a, um (ornato di bacche, di perle) a sua volta da bāc(c)a. ae (bacca, perla). Questo in relazione alla presenza degli pseudofrutti somiglianti a bacche.

Dove mi trovo a Verbania 

  • -Pallanza, Villa San Remigio
  • -Pallanza, Villa Olimpia
  • -Pallanza, Villa Giulia

Altre specie presenti a Verbania

  • T. baccata ‘fastigiata’ fronte Istituto idrobiologico

Furono piantate in quello che alla fine dell’ottocento era il giardino della Famiglia De Marchi e dove il discendente Marco iniziò gli studi di idrobiologia del Lago Maggiore.

  • T. baccata ‘fastigiata’ Villa San Remigio 

Scelto propriamente per la sua origine irlandese dalla Marchesa Sofia di Villa San Remigio anch’essa di origine irlandese.

Etimologia

[fastigiata] da fastigium altezza, sommità, elevazione

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