Chamaerops humilis L., 1753

Famiglia Arecaceae  

Chamaerops humilis L., 1753

Sin. Chamaeriphes minor Gaertn o Phoenix humilis (L.) Cav

Palma di San Pietro o Palma nana

Pallanza, Villa Giulia.

Sono il Chamaerops humilis, chiamato anche “Palma nana” per via della mia bassa statura, se mi si confronta con le alte palme tropicali. Ho origini mediterranee: i miei avi, per la precisione, provengono dal bacino occidentale del Mediterraneo. Raramente mi trovate in solitaria, sono una pianta che ama stare in compagnia. 

Quanto al mio aspetto, lo definirei cespuglioso e, nelle zone rocciose, diventa invece acaule .

Le mie foglie sono caratterizzate da un lembo a ventaglio quasi circolare, suddiviso in una cinquantina di segmenti bifidi all’apice che formano, in cima allo stipite, un’ampia corona densa ed eretta. Le mie foglie vecchie, invece, si ripiegano sullo stipite, restandovi anche per lungo tempo. Vi è poi un lato di me un po’ pericoloso: il mio picciolo presenta infatti delle spine nere molto acuminate sui bordi. 

I miei frutti di colore giallo arancio assumono un colore marrone una volta maturati. Questi sono raccolti in un grappolo compatto e la polpa, assai fibrosa, è leggermente zuccherata. 

Pur essendo l’unica specie appartenente al genere Chamaerops, esistono di me numerose varietà che si differenziano per il portamento e per le caratteristiche delle foglie e, in alcuni casi, anche per i frutti.

Nonostante le palme siano comunemente associate ad ambienti dal clima caldo, c’è da dire che io sia una pianta abbastanza resistente al freddo: grazie a ciò, sono riuscita a sopravvivere a rigidi inverni qui sul lago. 

Mi potete trovare in vari luoghi della città: nel parco di Villa Giulia, a fianco della sua scenografica scalinata, nei giardini di Villa San Remigio e sul lungolago di Suna, precisamente nelle aiuole davanti al palazzo Matricardi.

Vi racconto infine un paio di curiosità legate alla mia specie. Nel suo viaggio in Italia, Goethe decanta il suo incontro nell’orto botanico di Padova con una mia sorella, messa a dimora nel 1585, che tuttora vive in una serra appositamente per lei costruita. 

Si dice, inoltre, che siamo state la prima specie di palma utilizzata come addobbi durante le feste nei Paesi del Nord Europa.

Etimologia del mio nome

[Chamaerops] dal prefisso greco χᾰμαι- chamai- a terra, nano e da ῥώψ rhóps ramoscello, cespuglio: palma nana, in confronto alle alte palme tropicali.

[humilis] basso in relazione al mio sviluppo.

I greci mi  chiamavano phoenix chamaeriphes, che significa letteralmente «palma gettata per terra».

Dove mi trovo a Verbania A Verbania puoi trovare altri esemplari a Villa San Remigio, lì presenti già dall’inizio ‘900, e a Suna nei pressi dell’imbarcadero all’incrocio con Via Contardo Ferrini dove risulta presente dal 1911.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...